Friday 03 September 2010 00:08
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Valentino Mazzola

Parlare di Valentino Mazzola significa parlare del Mito, di colui che anche chi non ha visto giocare deve ammirare. Una cosa fa rabbia: che oggi di Mazzola e dei suoi compagni si parla in termini di commiserazione, quasi di pietà e non ci si sofferma a sufficienza sulle doti tecniche assolutamente fuori dal comune e che solo in parte il grande Valentino ha potuto mostrare sul campo. I numeri sono supeflui, i cinque scudetti, i settanta gol sono nulla al confronto di ciò che Mazzola ha rappresentato per una nazione e non solo, dato che la sua fama aveva superato i confini, nel particolare momento storico che il mondo intero stava vivendo. Si tratta sicuramente del giocatore italiano più forte di ogni tempo: non solo goleador, ma anche uomo squadra, trascinatore. Era lui che, al suono di tromba proveniente dalla Maratona, si rimboccava le maniche: era il momento della svolta, per qualunque avversario non c'erano più speranze. E questa è solo una delle tante storie legate a Valentino. Come storico fu il suo arrivo al Toro: a lungo conteso tra i granata e la Juventus, Novo seppe beffare i cugini con una offerta irriunciabile rilevando dal Venezia, oltre al Campionissimo, anche il suo gemello sportivo Ezio Loik. Mazzola arrivò in granata da campione affermato, aveva già debuttato in nazionale, ma fu con la maglia del Torino che entrò nella Storia. Non si tirò mai indietro, neppure quando non era a posto fisicamente. Anche il 4 maggio 1949 Valentino non era al massimo della condizione, ma era un uomo d'onore e non poteva pertanto venire meno alla promessa fatta al capitano del Benfica Françisco Ferreira che tanto aveva insistito per avere Valentino e la sua imbattibile squadra per festeggiare l'addio al calcio. L'ultima stagione fu particolare: meno reti del solito, ma l'Eroe granata sembrava stanco, provato e tutta la squadra pareva aver perso un po' di smalto. Ecco un altro rammarico: non si saprà mai se quella squadra era veramente arrivata al capolinea, se stava solo attraversando un momento di flessione o se, chissà, il gruppo sentiva che la fine era vicina. Lo stesso Mazzola aveva ricevuto un'offerta dal Milan di fronte alla quale sembrò vacillare: ogni decisione era stata rinviata dopo la partita di Lisbona, al termine di quella stagione più tribolata del previsto. L'offerta era allettante, ma il legame con il Toro e la sua gente era troppo forte. La risposta la diede il Fato: Valentino Mazzola sarà per sempre il Torino.

 

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