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   Wednesday 08 February 2012 00:57
 
 

Storia Pisa

STORIA DEL PISA SPORTING CLUB
Correva l’anno 1909 quando in una cantina di via San Paolo nacque il Pisa Sporting Club. Come colore delle casacche si scelsero il bianco e il rosso, ricordando lo stemma rossocrociato che rappresenta la bandiera della città di Pisa. Nell’anno successivo i colori cambiarono in nero e azzurro, per ricordare l’Inter che in quell’anno conquistò lo scudetto. Le prime partite erano disputate contro altre rappresentative cittadine e i giocatori erano in maggioranza studenti. Dal 1913 il Pisa si iscrisse alla Coppa Federale Toscana, che vinse per ben cinque volte. Nel 1919 fu inaugurata l’Arena Garibaldi, tuttora teatro degli incontri del Pisa, anche se sotto il nome di Stadio Romeo Anconetani (in onore di un grande presidente della società di cui più avanti parlerò). Nella stagione 1920/21 il Pisa sfiorò il titolo nazionale, dopo essersi aggiudicato sia il titolo toscano che quello dell’Italia centro-meridionale. La finale fu disputata contro la Pro Vercelli, e i “nerazzurri” furono sconfitti per 2-1 nonostante un’ottima prestazione, ma su quel risultato gravarono alcune decisioni arbitrali discutibili, in particolare la convalida del secondo gol dei “bianchi” probabilmente in posizione irregolare. Nonostante ciò il Pisa continuò il suo cammino in maniera egregia. Negli anni successivi, con l’istituzione del campionato di serie A a due gironi, il Pisa inserito nel gruppo B ottenne buoni piazzamenti senza però riuscire mai a lottare di nuovo per lo scudetto. Dalla stagione 26/27 il Pisa disputò una serie di campionati tra la Serie B e la C. nella stagione 67/68 il Pisa giunse secondo nel campionato di serie B e così dopo 41 anni tornò in massima divisione. Ma quello rimase un risultato isolato perché il Pisa la stagione successiva retrocesse subito in serie B e pochi anni dopo in C dove rimase per diverse stagioni. Nell’estate del 1978 il Pisa Sporting Club venne rilevato da Romeo Anconetani, che entrò presto nel cuore dei tifosi nonostante, o forse grazie al suo carattere vulcanico. Nella stagione 78/79 la squadra, partecipante al campionato di serie c1 appena fondato, alternando tre allenatori conquistò la serie B, e nella stagione 81/82, sotto la guida tecnica di Aldo Agroppi, la compagine nerazzurra ritornò in serie A 13 anni dopo. A differenza della promozione del 68’, questa sarà la prima di una lunga serie, e Pisa negli anni ’80 divenne una realtà calcistica tra le più importanti, grazie alla guida sapiente di Romeo Anconetani, che regalò alla città di Pisa momenti magici. Il Pisa in quel periodo partecipa per sei stagioni al campionato di serie A, conquistando anche due mitropa cup. Come tutte le favole anche quella del Pisa di Romeo Anconetani terminò.Quando nella stagione 90/91 il Pisa concluse il campionato di serie A al sedicesimo posto, nessuno avrebbe pensato che quella sarebbe stata l’ultima stagione in serie A del Pisa Sporting Club. La stagione successiva infatti il Pisa disputò un buon campionato in serie B e così l’anno successivo, senza mai centrare però la promozione. La stagione 93/94 rappresenta la definitiva fine di un’era: il Pisa in serie B fu costretto allo spareggio contro l’Acireale per evitare la serie C, ma la formazione campana ebbe la meglio ai calci di rigore. La società in piena crisi on fece fronte alle difficoltà economiche, Romeo Anconetani lasciò e il Pisa fallì. Subito si fondò un’altra società con il nome di AC Pisa, che da regolamento venne iscritta al campionato toscano di eccellenza. Per i tifosi una gran botta che però non li allontanò mai dalla loro squadra. Il Pisa chiuse quel campionato all’ottavo posto, ma nell’estate del ’95, fu ripescato in serie D per meriti sportivi. Il Pisa vinse dominando il campionato nell’Interregionale e tornò nei professionisti. Tre stagioni in c2, le prime due fallendo l’obiettivo della promozione in c1, ma nella stagione 98/99 il Pisa dominò e passò di categoria. In quella stagione, durante una poco tranquilla trasferta a La Spezia, perse la vita il giovane tifoso Maurizio Alberti, a cui è intitolata la Curva Nord, cuore del tifo nerazzurro. Nella stagione 99/00 il Pisa conta su una squadra molto forte, disputando un ottimo campionato di c1 e vincendo la coppa Italia di serie C in finale contro l’Avellino. Nella stagione regolare il Pisa si arrese soltanto al Siena che vinse il torneo, ma arrivò ai playoff da grande favorita. E nemmeno i più pessimisti avrebbero pensato che una piccola realtà come il Brescello avrebbe potuto fermare un lanciatissimo Pisa, ma Massimiliano Vieri segnò all’Arena il gol che eliminò il Pisa in semifinale. Le due stagioni successive videro il pisa lontano dalle zone nobili della classifica di c1. Nella primavera del 2002, Maurizio Mian, presidente del Gunther Group rilevò il Pisa. Sembrò l’inizio di una nuova era. La stagione 02/03 apparve quella adatta al ritorno in serie B. La squadra giocò bene, raccolse forse meno di quanto avrebbe meritato e chiuse al quarto posto. In semifinale dei playoff fu battuto il Cesena in quella che secondo molti era una finale anticipata, ma in finale un’altra piccola realtà, l’Albinoleffe, sbarrò la strada al Pisa. La stagione passata il Pisa visse di fasi altalenanti e chiuse a metà classifica. Nella stagione in corso, le cose non sembrano cambiare, il tecnico è già stato esonerato e le ombre sono molte di più delle luci. Al momento evitare i playout sembra l’obiettivo massimo che questa squadra possa raggiungere, la società è di nuovo in vendita e il futuro appare molto incerto. Nonostante ciò, in una storia fatta di molti cambiamenti, il Pisa può contare sempre su una costante, il pubblico. L’amore per questa squadra non è mai venuto a mancare neanche nei momenti più difficili, e appare questo l’unico punto fermo da cui ripartire.
Per informazioni più approfondite e dettagliate si consulti il sito ufficiale www.pisacalcio.it e il sito www.arenaromeo.it

 

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